Notiziario Valpolcevera 166


Tutto sul campo estivo a Chateau Verdun e gli auguri a Don Alberto

È tempo di campo estivo!

Da sabato 24 a martedì 27 giugno 2023 si è tenuto nella Casa Per Ferie Château Verdun, a Saint Oyen (Aosta) il campo estivo della nostra comunità.

Il viaggio comincia in piazza Pallavicini dove alcuni dei partecipanti si ritrovano per partire insieme, mentre altri ci raggiungeranno direttamente a destinazione.

Una splendida residenza per vacanze, gestita in modo impeccabile dalla diocesi di Aosta, ci ha accolti nel primo pomeriggio di sabato, quando siamo arrivati dopo aver fatto un piacevole pic-nic in un’area verde attrezzata di tavoli, panche e barbecue, lì vicino.

Nel grande salone d’ingresso della struttura, ha pensato il sig. Omero a distribuire le chiavi delle stanze, mentre il Magistero, in segno di accoglienza, ha consegnato ai partecipanti un breve messaggio sulla felicità, il tema scelto per il campo. I messaggi sono stati tratti dal libro di Papa Francesco intitolato “Ti voglio felice” uno dei tanti spunti offerti nelle settimane precedenti dal Magistero ai diversi gruppi per la preparazione dei lavori.

Fin da subito sono iniziate le attività. Giusto il tempo di sistemarsi nelle camere e poi via…Si parte. Primo appuntamento è stata la visita alla struttura. A guidarci in questo tuffo nel passato è stato il sig. Omero che già abbiamo conosciuto alla reception. Disponibile, simpatico, cordiale ed esperto, dopo aver fatto una breve introduzione storica sull’edificio e i suoi utilizzi nel passato e nel presente, ci ha portati a spasso per le numerose stanze del grande edificio. Per chi non era presente al campo o per chi, pur presente, ha dimenticato la storia di questa antica residenza, abbiamo preparato una breve scheda che troverete al termine di questo articolo. E gira, gira, ascolta e parla, è già arrivata quasi l’ora di cena.  Ma c’è ancora qualcosa da fare: il lancio ufficiale del campo! Riuniti nella sala che diventerà il luogo nel quale svolgeremo molte delle attività, il Magistro, un po’ allarmato e sorpreso, ci informa del possibile arrivo al campo di tre vecchie conoscenze che hanno idee un po’ diverse dalle nostre sulla felicità e non esitano a dimostrarlo, ma chissà che poi invece, partecipando al nostro campo, non riescano a ricredersi…Bah staremo a vedere cosa succederà.

Alle 19,30 circa, ci ritroviamo nell’accogliente sala da pranzo dove, sistemati in diversi tavoli, dopo aver pregato insieme, iniziamo a mangiare. Il menù è quello delle feste: ad aprire il pasto sono le buonissime lasagne al sugo e a chiuderlo un gustosissimo dolce; in mezzo secondo e contorno da “leccarsi i baffi”. La cucina è casalinga e prepara pasti genuini e abbondanti ai quali pochi di noi sono capaci di resistere per tutta la durata del nostro soggiorno a Château Verdun.

Ma vogliamo subito entrare nel clima del campo e dopocena ci ritroviamo nel salone per una strepitosa e divertente gara di barzellette suddivisa in due manches e per mantenere alto il morale, tra l’una e l’altra, cantiamo.  Formati i gruppi la competizione ha inizio! Ci si sfida a suon di risate ed è difficile votare chi si scontrerà nella finale. E tra una risata e l’altra, il tempo vola e arriva il momento di designare il gruppo vincitore; ad ogni suo partecipante viene consegnata un’utilissima borsa della spesa: quale premio migliore? Ci avete fatto fare veramente “un sacco di risate”!

Prima di darci la buonanotte ascoltiamo il gruppo Cammino ecclesiale che ci presenta la bellissima catechesi che ci accompagnerà nei prossimi giorni.

Cala la notte a Château Verdun e ognuno di noi, ritiratosi nella propria camera si addormenta pregustando l’arrivo del giorno seguente.

È bello stare insieme e poter condividere ogni momento della giornata, dalla mattina fino alla sera. È sicuramente questo uno degli aspetti migliori del campo.

Un giorno è già passato ma uno nuovo sta cominciando…Tutto da vivere insieme.

È domenica mattina e dopo la colazione siamo pronti a pregare insieme. La riflessione parte dall’ascolto di alcune letture sul tema della felicità scelte per noi dal gruppo Cammino ecclesiale.

Terminata la preghiera ci spostiamo in una saletta accanto alla cappella, dove ci apprestiamo ad ascoltare don Giovanni che ci offrirà interessanti spunti di riflessione sulla ricerca della felicità a partire da noi stessi. Ma cosa succede? Al posto di don Giovanni è arrivato un tipo un po’ stravagante, ma chi è? Si presenta: è Clemente, il ricco che la fa fuori dal recipiente. Comincia a parlare, parlare, ci vuole convincere che la felicità stia nel possedere denaro, potere, senza curarsi di nessuno! Solo quando lui è andato via possiamo cominciare la nostra vera attività…  

Al termine dell’incontro con don Giovanni, nel quale abbiamo avuto anche modo di condividere alcune riflessioni e considerazioni, ci spostiamo nella bellissima cappella che si trova nel sottotetto dell’edificio e partecipiamo alla Santa Messa celebrata da don Giovanni.

La celebrazione è intima, partecipata ed è bello ritrovarci a pregare insieme. Ricordiamo chi non è potuto venire al campo per diversi motivi ed in particolare rivolgiamo una preghiera per il nostro caro don Alberto, che se anche non è potuto venire qui, è comunque sempre nei nostri pensieri.

Il campo ormai è entrato nel vivo…Dopo pranzo è il gruppo Natura e sostenibilità ad offrirci una bellissima attività che ci mette in relazione con noi stessi e la natura. Dopo l’interessante esperienza di yoga praticata sul prato accanto alla residenza, tutti insieme andiamo a fare una passeggiata, un bel giro ad anello che da Saint Oyen ci porta fino a Etroubles e costeggiando il torrente di nuovo a Château Verdun.

Dopo cena partecipiamo alla serata organizzata dal gruppo Relazioni. Veniamo inseriti in un circuito di giochi divertenti, molto ben organizzati che ci faranno trascorre una bellissima serata, in allegria, all’insegna della spensieratezza e si sa in questi casi il tempo vola…

 Il giorno dopo ci aspetta la gita giornaliera. Prima di partire, dopo il momento di preghiera nella cappella, ci ritroviamo per ascoltare alcuni avvisi da parte del magistero…Ma ecco che all’improvviso chi arriva? Correndo, in perfetta tenuta ginnica irrompe Giulietta, la sportiva dalla forma perfetta…Vedendoci riuniti si chiede cosa siamo lì seduti a fare e subito dopo, senza neanche fermarsi un attimo, ci invita a fare movimento per trovare come lei la felicità nella forma fisica perfetta.

Appena andata via Giulietta siamo pronti a partire. Per andare incontro alle esigenze di tutti, il gruppo si divide: una parte di noi andrà a camminare verso Plan Puiz, mentre gli altri visiteranno lo splendido borgo di Etroubles. Al ritorno, mentre viene allestito l’aperitivo, si apre l’immancabile torneo di bocce che vede scontrarsi tutti i giocatori della comunità (professionisti e non).

L’ultima serata a Château Verdun è dedicata alla veglia di preghiera organizzata dal gruppo Cammino ecclesiale.  Attraverso spunti di riflessione personale e condivisione in piccolo gruppo il tempo passa velocemente. Andando a dormire ognuno di noi porta nel suo cuore le letture fatte e lo scambio di riflessioni sul tema della felicità.

Sembra incredibile ma la fine del campo si sta avvicinando. L’ultima giornata si apre con la preghiera del mattino che viene impreziosita dalla consegna della promessa a Carla. È un momento molto bello, in cui tutto il gruppo si unisce in un unico abbraccio accogliente.

Siamo pronti a proseguire la giornata quando arriva un tipo strano che con noi non c’entra niente…Ah ma è Romualdo il politico spavaldo che comincia a parlare di come in modo disonesto si può governare, ma con noi non ha proprio nulla da spartire. Siamo qui per cercare di capire come la politica può essere migliore.

Per questo il gruppo Sociale e politica ci riunisce, per offrirci la condivisione di alcune riflessioni sul rapporto tra politica, interessi, denaro e felicità. È un tema molto difficile, forse quello più complesso, ma attraverso una lunga carrellata di presentazione di personaggi illustri che hanno reso migliore il mondo, siamo incoraggiati a sperare che anche attraverso la politica ancora si possa raggiungere e far raggiungere la felicità.

Prima di partire, dopo pranzo, il Magistero riunisce tutti i partecipanti per ringraziarli della loro attiva partecipazione e per procedere alla verifica del campo. Pare sia andato tutto bene. Ci giungono un paio di preziosi suggerimenti riguardanti la gestione dei tempi e la sfida per portare meno tecnologie al prossimo campo. Ognuno di noi porterà a casa un ricordo particolare, un sorriso, un momento di preghiera…Ognuno di noi tornerà a casa arricchito dall’aver trascorso quattro giorni sereni, in ottima compagnia, immersi nella natura che ci ha regalato panorami stupendi, la frescura della montagna e quattro giornate di sole pieno.

Di questo e di molto altro vogliamo ringraziare il Signore, che ci ha chiamati a vivere insieme, da fratelli, questo campo di crescita nel quale se non avremo trovato la felicità, almeno ci saremo soffermati a riflettere su di essa.

Raffaella e Paolo

Campo di Château Verdun

Un campo ben organizzato, cielo azzurro in una cornice di montagna: un luogo ideale per riconnettersi e connettersi con sé stessi e con nuove persone, conoscerle più a fondo.

È stato bello stare insieme e partecipare a tutti i giochi, in particolare a quelli di domenica sera.

Prometto che imparerò a giocare a cirulla!!!

Laura

CAMPO MASCI 2023

Anche quest’anno, Ugo ed io, siamo riusciti a partecipare al campo MASCI che si è svolto in Valle d’Aosta, a Saint-Oyen, in una bella struttura, Château Verdun. Eravamo in tanti ed erano con noi anche Deborah e Gianluca, Leni, Adele e, per i primi due giorni, anche Don Giovanni.

Bellissimo il tema del campo:” Ti voglio felice…fai grandi sogni” E ci abbiamo provato….aiutati anche dalla preghiera del mattino dove sono state lanciate le parole-guida: felicità, gioia, pace.

E abbiamo percepito gioia tra noi, siamo stati bene insieme. Abbiamo riso alla gara di barzellette, ci siamo sfidati nei vari giochi, abbiamo camminato immersi nella natura, ci siamo persino cimentati in due esercizi di yoga. Non solo divertimento ma anche formazione e informazione politica e approfondimento sull’”arcobaleno emotivo” che è dentro ognuno di noi. Dobbiamo imparare a sentire le emozioni che la situazione ci mette di fronte e cercare di essere felici perché la felicità è un dovere che abbiamo verso noi stessi e verso gli altri. Soddisfare i propri bisogni rende felici. Se siamo felici noi rendiamo felici anche gli altri.

E’ Dio che vuole per noi la felicità. Quella felicità che nasce dall’aver imparato a leggere tante situazioni nello spirito delle Beatitudini: spirito di umiltà, mitezza, misericordia, fiducia….

 Tre personaggi hanno tentato di indicarci una strada sbagliata per trovare la felicità. Clemente, l’uomo ricco che voleva farci credere che si è felici quando si hanno tanti soldi e si vive pensando solo a sé stessi; Giulietta, convinta che si raggiunga la felicità mantenendo una perfetta forma fisica e Romualdo per il quale l’impegno politico deve essere finalizzato non al bene comune ma alla soddisfazione dei propri interessi.

Ognuno di noi ha cercato di fare del suo meglio per preparare il suo “pezzetto” e, grazie al nostro “super-efficiente” magistero, che ha gestito tutto senza lasciare niente al caso, a fine campo, ci siamo sentiti “alleggeriti”, arricchiti e ricaricati.

E questa carica ci sarà di aiuto ora che a casa rientriamo nella nostra quotidianità.

Grazie a tutti.                                                                                              Paola e Ugo

Che bel campo, quest’anno!

Perché? Beh, i motivi sono molti. Ma uno dei più importanti è quello delle novità assolute, ossia la prima partecipazione a un campo MASCI per un cospicuo numero di persone. Ma cospicuo quanto? Tanto, ben sette persone! Ora qualcuno farà qualche verifica, storcerà il naso, e dirà che i conti non tornano. Eppure tornano, eccome!

Innanzitutto don Giovanni, che ci ha accompagnato nel nostro cammino con discrezione, giocando e ridendo con noi, e comunque lasciando un’impronta ben definita.

Gianluca e Debora ci hanno portato una ventata di novità … e di gioventù (vista l’età media del gruppo). E Gianluca ha vinto pure il torneo di bocce!

Leni, al fianco di Carla, si è messa in gioco con tanta allegria e contentezza di esserci.

E siamo a quattro. E allora chi sono gli altri?

Beh, a volte ai campi ci sono quelle presenze un po’ fugaci, come meteore che vanno e vengono. 

Clemente, il ricco che la fa fuori dal recipiente, ha fatto una breve apparizione, scambiando il MASCI per una società per azioni. Ora, d’accordo che, con tutte le spese che ci sono da affrontare, un ricco può sempre venir bene, ma a tutto c’è un limite. Anche perché potrebbe creare qualche problema per la nostra produzione “proletaria” di minestrone.

E poi, Romualdo, il politico spavaldo. Più che spavaldo, spregiudicato. Ci ha spiegato il suo modo di agire, e di rapportarsi con la politica locale, e con la cittadinanza, e c’è veramente da rabbrividire. Certamente non mette in pratica né lo statuto del MASCI, né la carta comunitaria.

E Giulietta? La sportiva dalla forma perfetta, che pensa soltanto al proprio fisico, e che è arrivata a livelli maniacali con la dieta e gli allenamenti. Beh, siamo d’accordo che nel MASCI chili da perdere e muscoli da rassodare ce ne sono tanti, ma, anche in questo caso, a tutto c’è un limite.

Insomma, ritroveremo tra di noi queste sette persone il prossimo anno? Speriamo vivamente di sì per i primi quattro. Per gli altri tre, beh, anche se la comunità deve essere sempre accogliente (e ce lo ha ricordato anche don Giovanni), se anche non venissero ce ne faremmo una ragione (a meno che non si siano ricreduti, chissà).  

OPS un dubbio finale! Clemente, Romualdo e Giulietta non saranno mica nella mailing list, ricevendo quindi il notiziario? In tal caso confidiamo nella censura da parte della redazione!

Cristina

Catechesi

Per il Campo estivo di quest’anno, abbiamo preso uno spunto un po’ inconsueto da una frase tratta dal libro di Papa Francesco “Ti voglio felice” che recita: “Nella cultura del provvisorio, del relativo, molti predicano che l’importante è “godere” il momento, che non vale la pena di impegnarsi, di fare scelte definitive, perché non si sa che cosa riserva il domani. Ti chiedo di essere rivoluzionario, di ribellarti a questa cultura che, in fondo, crede che tu non sia in grado di assumerti responsabilità. Abbi il coraggio di essere felice”.

Le nostre riflessioni sono quindi state improntate sulla felicità, declinata anche nei suoi componenti di gioia e di pace.

Felicità: è contemplare le meraviglie di ciò che Dio ha creato, e poi meditare, cioè custodire, avere presente, amare la sua legge di amore e di speranza. La felicità è contagiosa perché persone sempre allegre e resilienti di fronte alle grane e allo stress della vita, che sanno distinguere fra l’allegria ridanciana e superficiale e l’allegria pacata ma ardente, rallegrano un ambiente quando vi entrano. La felicità è contagiosa, deve quindi essere condivisa ed è un importante dovere del cristiano.

Gioia: è uno stato d’animo di duratura letizia, di appagamento, è un dono di Dio e frutto dello Spirito, è il respiro stesso del cristiano. È un sentimento profondo che le alterne vicende quotidiane non possono scalfire. La gioia è sapere di essere amati da Dio che è Padre. La vera gioia non è frutto dei nostri sforzi ma dello Spirito Santo che ci chiede solo di aprire i cuori, per sentirsi dire da Dio: ”Tu sei importante per me, ti voglio bene, conto su di te”. È sentirsi amati da Dio. Sentire che per Lui non siamo numeri, ma persone, è sentire che è Lui che ci chiama, ci invita ad amare ed a lasciarsi amare.

Pace: non è semplicemente assenza di conflitti. È shalom, il saluto abituale che ancora oggi ci si scambia in Terrasanta. È l’augurio di felicità, salute, buona vita, prosperità, completezza, rivolto alle persone a cui si vuole bene. La pace incomincia da noi stessi. Fare pace in noi è il fondamento imprescindibile di una vita appagante e sana, quando ci accogliamo per quello che siamo, perdoniamo i nostri errori e le nostre debolezze, acquisiamo la serenità necessaria per concentrarci sulla nostra crescita come persone, ma soprattutto sappiamo apprezzare tutto quello che la vita ci offre, sentendoci tranquilli e felici di esistere. La pace è anch’essa un frutto dello Spirito, che va custodita con grande cura e si realizza quando ogni uomo può vivere la pienezza della vita con i propri fratelli.

Ogni mattina al Campo ci veniva proposta la parola del giorno, con una breve riflessione e preghiera. In qualche momento di silenzio si faceva risuonare nella nostra mente questa parola per cogliere le indicazioni che il Signore ci dava e meditarle nei nostri cuori fino a sera, nell’offerta della nostra giornata.

Abbiamo anche preparato un cartellone dove ognuno postava una frase per esprimere le suggestioni che quelle parole suscitavano in ciascuno di noi e ne sono venuti fuori punti di vista interessanti, originali e, qualche volta curiosi. Questa è condivisione di cuori!

Dialoghi …

A: Ciao come va? Come è andata al capo quest’anno?

B: Hei ciao, è un po’ che non ci vediamo!

Guarda questa volta hanno trovato proprio un bel posto; eravamo sistemati proprio bene, belle        camere ottima cucina (abbondante ho preso due chili)

A: allora tutto bene nessun mugugno?

B: Beh qualcosa da dire ce l’avrei ….

A: E mi pareva!

B: Pensa che il tema del campo era la felicità! Ora: c’è stato prima il covid ora c’è la guerra tutto costa di più, dimmi te cosa c’è da essere felici???

Poi sono arrivati tre personaggi strani: prima uno di quelli che ti vogliono insegnare a vivere, poi un politico di quelli moderni che pensano solo al loro interesse e all’ultimo è arrivata una seguace di Jane Fonda.

A: Chi?

B: Ma si l’attrice americana quella che ha portato la ginnastica in tv. Questa era una tipa (carina eh) di quelle che fanno fitness, jogging, spinning e tutte quelle invenzioni moderne per tenersi in forma perché sui giornali ti fanno vedere le modelle che a 50 e passa anni hanno ancora un fisico invidiabile. (ù creddù nun hai mai travagiou – non hanno mai lavorato ndr).

Insomma sti tre qui, che avevano sentito sta storia della felicità, son passati per vedere che razza di gente fossimo, pensa te!

A: Mi sembra un bell’obbiettivo, meglio essere felici che sempre pessimisti.

B: Eh va beh te sei sempre il solito ..

A: Ho capito cambiamo argomento, avete fatto altre attività?

B: Sì abbiamo fatto un torneo di bocce molto combattuto, nel senso che bisognava combattere per far andare le bocce dove volevi (avessi visto che campi!).

Poi un pomeriggio prima di fare una passeggiata abbiamo fatto mezz’ora di yoga. E non guardarmi con quella faccia, non ti sto prendendo in giro abbiamo fatto esercizi di respirazione (pensa te! Non sanno più cosa inventarsi!!)

Una sera abbiamo fatto una serie di giochi (carte, shanghai quello degli stecchi, puzzle ecc.) da fare a rotazione, la spiegazione è stata piuttosto “complessa” e inizialmente lo svolgimento un po’ caotico poi piano piano abbiamo cominciato a divertirci.

A: E meno male!

B: Al campo è venuto anche Don Giovanni (il parroco che fa i film su internet) è un tipo simpatico (è anche genoano) però se lo incontri stai attento perché ti trova subito qualcosa da fare!

C’erano anche due foresti, Gianluca e Deborah, due ragazzi simpatici che mi pare si siano trovati bene con noi.

A: Allora mi sembra che questo MASCI funziona ancora!

B: Ma si dai sono state giornate belle trascorse in buona compagnia e di questi tempi è già tanto (vedi ottimismo e felicità) e se lo dico io!

Ciao ti saluto e vedi di farti vedere più spesso.

A: Ciao, dai ci provo!

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