Notiziario 159 della Comunità Valpolcevera


24 settembre 2021

OCCASIONI DI INCONTRO E/O SERVIZIO

  • 11 giugno: incontro ipresenza ai Broxi con il prof. Mazza a conclusione attività “rapporti fra le generazioni”
  • 27 giugno: minestrone di Comunità ai Broxi
  • 4 luglio: assomblea regionale ai Broxi
  • dal 27 al 29 agosto campo estivo a Macugnaga
  • dal 10 al 12 settembre: magister in Sinodo a Sacrofano
  • 18 settembre: consiglio regionale a Chiavari

Rapporto tra generazioni – incontro conclusivo – di Cristina P.

La sera dell’11 giugno, ai Bröxi è intervenuto il Prof. Agostino Massa, docente di sociologia presso UNIGE, per parlare dei rapporti interpersonali e intergenerazionali.
Gli spunti su cui riflettere sono stati molti. Di seguito una sintesi attraverso alcuni fatti della storia….
Il mondo cambia con punti di forza e di debolezza.
La caratteristica di fondo della nostra società è il cambiamento sempre più veloce.
Dall’8.000 a.c. fino al 700 la società è fondata sull’agricoltura, poi sull’industria e si afferma un’economia monetaria.
La modernità porta al dinamismo. Vanno avanti la scienza, economia, cultura e politica.
La modernità porta alla globalizzazione
I rapporti sociali iniziano ad allargarsi… disembedding.
Prima tali rapporti erano vissuti su basi locali… sul sole.. sui suoni delle campane…e quindi non c’era esigenza di “sincronizzarsi”.
Nell’800 la vita è più integrata, grandi metropoli, ferrovie, telegrafo, telefono…le relazioni sociali si sviluppano e quindi si ha la necessità di avere un’ora unica. Il villaggio si sincronizza. La città si sincronizza.
Poi arriva il 900. Per capire la situazione dei suoi inizi, emblematica è la canzone “Titanic” di De Gregori… mondo che interagisce… ma presto iniziano le chiusure per le guerre.
Anni 2000. Oggi viviamo una globalizzazione caratterizzata da:

  1. Intensificazione di interazioni mondiali sia tra individui che tra stati e imprese.
  2. L’elemento distanza non è più importante.
  3. La consapevolezza che le relazioni interpersonali non hanno limitatezze di tempo e di
    luogo.
    Abbiamo imparato a essere compresenti fisicamente ma possiamo essere non “connessi”
    con gli altri.

    Oggi salta l’ordine nella vita di una persona e quindi Il conseguente orientamento. Anche la pandemia ci ha fatto saltare le nostre abitudini. Viviamo in un mondo che cambia ad una velocità rapidissima.
    Ci confrontiamo, soprattutto chi è più giovane, con generazioni che hanno vissuto i cambiamenti. Siamo anche bombardati da modelli culturali diversi, stili di vita e valori proposti dai media. Su internet troviamo tutto e il contrario si tutto. I cambiamenti si vivono anche nei rapporti tra diverse generazioni. Siamo passati da chi, più avanti negli anni,
    insegnava a chi ne aveva di meno, all’opposto. Il mondo del lavoro cambia. Si lavora a distanza. Questo nuovo approccio al mondo del lavoro fa saltare il rapporto col territorio perché chiunque può fare il lavoro di un altro da
    qualunque parte del mondo.
    Queste sono alcune conseguenze di cambiamenti storici su cui dobbiamo riflettere e di cui dobbiamo prendere atto…

Abbiamo riso per una cosa seria – di Raffaella F.

Anche quest’anno la nostra comunità ha voluto partecipare all’iniziativa “Abbiamo riso per una cosa seria” arrivata alla sua diciannovesima edizione e realizzata grazie all’entusiasmo dei volontari, che nonostante tutte le difficoltà dovute alla pandemia, hanno creduto in questo importante progetto.
Proprio la pandemia ha peggiorato la crisi mondiale già esistente e ha aggravato ulteriormente quella dei Paesi più poveri. La sfida che la campagna si propone è quella di garantire il diritto al cibo sano e di qualità per tutti attraverso l’agricoltura familiare. Questo modello rappresenta una risposta sostenibile ed efficace alla fame e alla malnutrizione, nel rispetto della dignità dell’uomo e della terra, con uno spirito di rispetto, di custodia e di sviluppo del creato per tutti.
Attraverso la distribuzione dei pacchi di riso, simbolo della campagna, si sostengono ben 30 progetti per il diritto al cibo per tutti, portati avanti in Africa, Asia e America Latina da diversi organismi che rimangono accanto ai piccoli produttori per migliorare le loro condizioni di vita e quelle dei loro familiari.


Assemblea regionale – di Raffaella Fontana

Il 4 luglio, in una domenica sicuramente meteorologicamente non estiva, con nuvoloni e pioggia, prende il via l’assemblea regionale Masci Liguria per l’elezione del nuovo Comitato Esecutivo. Aperti i cancelli dell’Associazione don Lino ai Broxi, finalmente torniamo ad incontrarci in presenza. La giornata è ricca di appuntamenti importanti e dopo un momento di accoglienza perfetto per salutarsi, registrare le presenze e fare una buona merenda a base di focaccia e vino bianco, ecco che si dà inizio ai lavori. È don Francesco Anfossi, il nostro assistente ecclesiastico, ad aprire
l’assemblea con un momento di preghiera; dopo arrivano i graditissimi saluti prima del presidente nazionale Massimiliano Costa e poi del segretario regionale uscente, Mauro Caputo: nelle sue parole troviamo tanta gratitudine a tutti per la collaborazione fornita negli anni del suo mandato e l’augurio per un sereno e proficuo periodo di lavoro ai nuovi membri del comitato esecutivo che verrà eletto oggi (potete trovare i contenuti completi del suo discorso sul numero di Strade Aperte di marzo/aprile 2021). Alessandro Bavassano, consigliere regionale uscente, invita i candidati per il nuovo Comitato Esecutivo a presentarsi.
Il primo a prendere la parola è Oreste Simoncini di Albenga, che ringrazia la comunità che, come dice scherzosamente, “ci deve supportare e sopportare” e si augura di poter svolgere un buon lavoro nel prossimo triennio.
È la volta poi di Maria Luisa Cambiaso di Genova Rivarolo, che rinnova la sua disponibilità a svolgere questo servizio per la comunità.
Infine si presenta anche il terzo ed ultimo candidato a consigliere regionale, Lorenzo Sanguineti, della comunità del Tigullio.
Alessandro Bavassano dà poi la parola a Paola Macagno, candidata a segretario regionale, proveniente dalla comunità di recente formazione di Quarto; si tratta di un gruppo nuovo, animato da grande entusiasmo. Paola racconta la sua passata esperienza Scout prima in AGI e poi in AGESCI. È logopedista e lavora per ASL 3 Liguria.
Terminata la presentazione dei candidati, si procede con la lettura della Relazione di fine mandato del Comitato Esecutivo Regionale. La lettura riporta alla mente di tutti le numerose attività svolte nel triennio appena concluso e non si può fare a meno di menzionare due eventi tristi che lo hanno caratterizzato influenzando le attività: il crollo del “ponte Morandi” all’inizio e la Pandemia da Covid-19 alla fine. Nonostante tutto, le nostre comunità, animate
da forte resilienza hanno saputo ancora una volta adattarsi alle circostanze per trasformare anche momenti difficili, in occasioni di crescita e vicinanza a chi ha più bisogno. La relazione firmata da Mauro, Laura, Paola ed Oreste è ricca di numerosissime iniziative svolte nel triennio e si conclude con la loro consapevolezza “che sicuramente sarebbe stato
possibile fare di più” ma con la certezza di aver fatto “del nostro meglio”. Mentre si apre il seggio e si dà avvio alle votazioni, alcuni dei presenti intervengono per commentare la relazione appena ascoltata.
Dopo i numerosi interventi, chiusi i seggi, vengono letti i nomi degli eletti che costituiranno il nuovo Comitato Esecutivo, in carica per i prossimi tre anni:
Segretario regionale: Paola Macagno
Consiglieri regionali: Maria Luisa Cambiaso, Lorenzo Sanguineti e Oreste Simoncini.
Dopo i ringraziamenti dei nuovi membri del Comitato, alle 12,40 si conclude l’assemblea.
La giornata prosegue con la condivisione del pranzo, consumato all’aperto e nel rispetto delle norme di sicurezza imposte dalla pandemia.
Dopo il pranzo è prevista la S. Messa che conclude questa intensa giornata insieme.


27-29 agosto 2021, Campo estivo Macugnaga (VB) – di Raffaella D.

Quest’anno ce lo eravamo promesso: sarebbe stato il campo della “ripartenza” quindi ritmi tranquilli e libertà di ritrovarci!
Appuntamento venerdì 27 agosto ore 8.00 tutti puntuali in piazza Pallavicini. Formati gli equipaggi, partenza e via.
L’arrivo a Macugnaga e la splendida cornice del monte Rosa hanno sicuramente ripagato il lungo viaggio.
Sistemati nelle stanze, ecco il primo incontro a pranzo con i ragazzi dell’istituto alberghiero che, a volte un po’ maldestri ma sempre simpaticamente disponibili, imparano i segreti del mestiere che li accompagnerà nella loro vita lavorativa anche attraverso esperienze come questa.

Nel primo pomeriggio, stavamo per dare il via alle attività quando una sirena ha distolto la nostra attenzione…attraverso un tunnel temporale o chissà che altro, è tornato a trovarci una “vecchia” conoscenza: lo scienziato pazzo, chioma corvina folta, accento teutonico e cappa bianca come si addice ad uno del suo mestiere ci ha introdotto nell’atmosfera giusta…e il campo MASCI 2021 è così entrato nel vivo.
Guidati dal gruppo cuore, ci siamo divisi in tre gruppi e abbiamo avuto l’occasione di confrontarci, finalmente in presenza, sui contenuti dell’enciclica “Fratelli tutti”, proseguendo l’attività già iniziata in inverno e riflettendo sulle parole che più ci avevano colpito e sui pensieri che alcuni di noi avevano voluto condividere nella “lavagna virtuale” messa a disposizione qualche mese fa. I frutti di questo lavoro sono diventati preghiere o parole chiave condivise durante la catechesi del mattino.
Nella prima lunga serata ci siamo raffigurati…esemplari umani, fattezze umanoidi o dall’aspetto simbolico di un coltellino svizzero è quello che è scaturito dai questionari che abbiamo distribuito a circa 40 persone che conoscono la comunità MASCI Valpolcevera.
Un modo alternativo e anche un po’ autoironico per discutere insieme su chi siamo, come ci vedono e dove vogliamo andare. Le riflessioni di questa sera saranno il bagaglio che il Magister porterà come contributo al Sinodo di Sacrofano il prossimo settembre.
Sabato 28 dopo la preghiera del mattino preparata con cura dal gruppo cuore, siamo partiti verso il Lago delle Fate poi più su verso le miniere e ancora oltre verso l’Alpe La Piana.
Dalla miniera all’Alpe un bel sentiero segue dall’alto il torrente che forma numerose pozze e scivoli incantevoli e invitanti. È stata una bella gita; un tragitto ben organizzato dal gruppo creato, prestando attenzione affinché il percorso si adattasse alle esigenze di tutti,
camminando il giusto e garantendo più tappe.
Nel pomeriggio, foto di rito ed è già tempo di rientrare per arrivare puntuali alla Santa Messa nella chiesina di Pecetto.
La serata prosegue all’insegna dell’intrattenimento sempre da parte del gruppo creato che ci ha fatto sfidare su cruciverba, tessere da memorizzare e tangram… con il brindisi finale ci siamo dati la buona notte.
Nell’ultimo giorno di campo, il gruppo città ci ha coinvolto in una interessantissima attività sul bene prezioso che è l’acqua sia fornendoci importanti informazioni sia coinvolgendoci in un gioco per testare la nostra consapevolezza e i comportamenti virtuosi anti spreco traducendoli nell’impronta idrica individuale.
La revisione finale ha concluso questo campo tanto atteso, con un pensiero a chi non ha potuto partecipare, con uno stimolo per il prossimo appuntamento del Sinodo dei Magister e con l’entusiasmo che un campo, comunque declinato sui valori dello scoutismo anche da adulti, sa lasciarti.

Questa è la vignetta di A. Gandolfo, che
abbiamo regalato alla fine del campo che
vuole simboleggiare il lavoro fatto dell’adulto
scout della prima sera


Magister in Sinodo – di Gampiero

Si è svolto a Sacrofano nei giorni 10,11 e 12 di settembre il Sinodo dei Magister.
Cosa molto positiva, la nostra comunità era abbondantemente rappresentata, infatti per diverse motivazioni eravamo presenti in
molti: Massimiliano quale Presidente
Nazionale e Alessandro quale Consigliere, Giampiero, Raffella e Luciano come rappresentanti della Comunità, Marco per il Centro Studi Mario Mazza, Guido Consigliere
di Strade Aperte e Gemma come animatrice.

Sono state tre giornate con tempi serrati, molto piene, che ho trovato un po’ faticose, ma molto interessanti. Il Sinodo è partito subito a razzo il venerdì pomeriggio con il tema “Essere cristiani adulti, oggi” trattato molto bene da Marco Tarquinio (direttore di Avvenire) e Luciano Manicardi (Priore della Comunità di Bose). Si è quindi svolta una tavola rotonda
su “Valori Scout, declinati al futuro, come viverli da adulti” anche questa molto interessante.
Dopo la cena la giornata si è conclusa in allegria con uno spettacolo rilassante.
La mattina del sabato ha avuto come tema “L’educazione in una Comunità di Adulti Scout” trattato inizialmente da tre relatori e poi approfondito in gruppi di lavoro di circa 20 persone nei quali ognuno di noi ha potuto esprimersi. Come accade molto spesso, nel mio gruppo abbiamo avuto la presenza di un “tuttologo” per fortuna tenuto a bada dagli animatori e naturalmente non potevano mancare quelli che nella vita privata fanno cose e hanno conoscenze che noi umani non riusciamo neanche a immaginare!!!
Dopo pranzo, purtroppo in streaming, Mauro Magatti (docente in Sociologia) ha trattato il tema “Perché il nostro impegno sia generativo” seguito poi dalle considerazioni, in presenza, di Giorgio Prada (docente in Pedagogia). L’attività è proseguita fino all’ora di cena con lo svolgimento di quattro assemblee concomitanti sui temi: Politica, Sociale, Chiesa e Famiglia. La serata si è conclusa nel dopocena con la premiazione del concorso “Il Masci
racconta il Masci” a cui ha fatto seguito una veglia con canti e letture di estratti dalle “Lettere alle Comunità del 2030”.

La mattinata di domenica è iniziata con la Messa celebrata dal Vescovo (già assistente nazionale Agesci) Romano
Rossi, che si è calato molto bene nell’ambiente e ci ha lasciato molti spunti di riflessione. A seguire, anche
questo purtroppo in streaming, Roberto Battiston, docente di fisica già Presidente dell’Agenzia Spaziale
Italiana, ha trattato il tema “Il futuro che ci aspetta”, suddividendolo in tre sottotitoli: l’informazione al tempo del
Web, i cambiamenti climatici e il rapporto fra gli uomini e l’intelligenza artificiale.

La relazione si è svolta a una velocità “supersonica” (il prof. Battiston doveva andare al matrimonio del nipote!) ma nonostante ciò è stata avvincente e molto interessante. La mattina è proseguita con la formazione di sei gruppi regionali nei quali abbiamo individuato le frasi che ritenevamo più significative su “Ciò che non può mancare nel futuro del Masci”.
Le conclusioni ed i saluti del Presidente e del Segretario hanno concluso il Sinodo.
Come detto all’inizio è stata una bella esperienza, ricca di spunti e riflessioni sui quali si dovrà lavorare durante l’anno. Sicuramente aver partecipato in molti ci permetterà di condividere al meglio in comunità tutto quello che abbiamo vissuto in questi tre giorni. Il Sinodo non è stato un punto di arrivo, ma di partenza. I prossimi tempi ci dovranno veder
impegnati a costruire il Masci del futuro o meglio ancora la Comunità Valpolcevera del futuro. E per finire riporto una parte dei saluti conclusivi del Presidente, Segretario e Assistente Nazionali che ben sintetizza la strada da percorrere:

relazione si è svolta a una velocità “supersonica” (il prof. Battiston doveva andare al matrimonio del nipote!) ma nonostante ciò è stata avvincente e molto interessante. La mattina è proseguita con la formazione di sei gruppi regionali nei quali abbiamo individuato le frasi che ritenevamo più significative su “Ciò che non può mancare nel futuro del Masci”.
Le conclusioni ed i saluti del Presidente e del Segretario hanno concluso il Sinodo.
Come detto all’inizio è stata una bella esperienza, ricca di spunti e riflessioni sui quali si dovrà lavorare durante l’anno. Sicuramente aver partecipato in molti ci permetterà di condividere al meglio in comunità tutto quello che abbiamo vissuto in questi tre giorni. Il Sinodo non è stato un punto di arrivo, ma di partenza. I prossimi tempi ci dovranno veder
impegnati a costruire il Masci del futuro o meglio ancora la Comunità Valpolcevera del futuro. E per finire riporto una parte dei saluti conclusivi del Presidente, Segretario e Assistente Nazionali che ben sintetizza la strada da percorrere:

“Questo momento è certamente una tappa nel nostro percorso, abbiamo sperimentato la presenza dello Spirito
che soffia indipendentemente dai nostri calcoli. Un nuovo cammino più consapevole e motivato, con le nostre Comunità, può iniziare da domani: essere noi diversi e divenire più attrattivi, senza avere paura di osare il nuovo, più audaci nel metterci in ascolto della realtà, più coraggiosi nello stare al passo con i tempi, con il nostro sguardo rivolto al futuro”.


Ecco la lettera che la Comunità si scrive nel 2030 immaginando il percorso fatto – a cura del Magistero.

Cara Comunità,
quanta strada abbiamo fatto!! Col buono e col cattivo tempo abbiamo superato i 60 anni di vita!
Perdonaci i sentimentalismi ma vogliamo esprimerti il nostro affetto e la riconoscenza per quello che sei diventata e il nostro orgoglio di far parte di questa Comunità.
Sei una realtà fortemente radicata, presente sul territorio nel quale viviamo, ma soprattutto sei formata da uomini e donne che credono nella realizzazione nel progetto dell’educazione permanente.
Oggi sei un presente vivo nella misura in cui, in questi dieci anni, siamo riusciti a coinvolgere nuovi adulti, provenienti o no da precedenti esperienze di scoutismo, testimoniando i valori della fede cristiana, della solidarietà, del servizio verso gli altri e dell’amore per il Creato.
Nel tempo in cui scriviamo, abbiamo dovuto affrontare un evento che ha segnato un’epoca: la pandemia da Covid-19 che ci ha tenuti in scacco tra il 2020 e il 2021. Siamo rasserenati di vedere come questa difficoltà che abbiamo vissuto ci abbia reso più consapevoli che tutto è interconnesso e che dobbiamo aver più cura della “casa comune”, come già anticipava Papa Francesco nella sua “Laudato Sii” del 2015, anno in cui anche l’ONU delineava gli obiettivi dell’Agenda 2030. Anche noi abbiamo voluto impegnarci a dare il nostro piccolo contributo per il loro raggiungimento!
Pensa cosa vuol dire essere, per quasi due anni, limitati nelle comunicazioni, negli incontri personali e nelle manifestazioni di affetto! Ricordiamo ancora le riunioni su Zoom; erano un po’ fredde e molto meno coinvolgenti di quelle in presenza, ma ci hanno comunque permesso di continuare l’attività e tenere unità la Comunità. Per non parlare poi dei contatti WhatsApp e delle attività lanciate tramite la “Baita virtuale”. All’inizio a molti di noi sembrava impossibile poterci vedere solo tramite il pc (effettivamente eravamo molto meno preparati dei nostri ragazzi!). Però ce l’abbiamo fatta!
Zoom è rimasto un po’ nelle nostre corde e ancora oggi a volte viene usato per qualche riunione di gruppo.
Ma ora parliamo un po’ di noi: siamo tutti un po’ più vecchi, l’età media della comunità cresce, sebbene con moderazione.
La forte spinta profetica di alcuni per la cura delle relazioni ha giovato alla Comunità che periodicamente vede affacciarsi alla porta amici nuovi che poi tendenzialmente rimangono invischiati dal nostro modo di stare insieme. Qualcuno di loro (seppur non molti) ha deciso di lanciasi nell’avventura dello scoutismo adulto, qualcuno preferisce il ruolo di “simpatizzante”. Ognuno comunque ci porta novità e ci arricchisce. Siamo felici di aver contribuito a far convivere insieme età diverse, questa è sempre stata una caratteristica importante della nostra Comunità e speriamo che anche le generazioni future di adulti scout valpolceveraschi ne abbiano cura.

Giugno 2030.